Breve excursus

Tutti (o quasi) ormai conoscono la sanità nel nostro Paese e ancora di più nella nostra regione. Una sanità che vive sotto numerosi e sempre più frequenti tagli, sotto una luce sempre accesa che mostra spesso e volentieri la zona grigia, sotto un ministro Sacconi che dovrebbe stare dalla nostra parte e invece non si capisce ancora quale siano stati, siano e saranno i suoi obiettivi... E questo è nulla in confronto a quello che succede nelle piccole realtà quotidiane delle nostre città: medici corrotti e incompetenti calcano la scena dei nostri ospedali; infermieri senza diploma esercitano la professione sotto i nostri occhi; burocrazia che non funziona e se funziona lo fa malissimo... Che dire!? Un bel casino!!! Fortunatamente non tutto è così, ma la maggior parte della questione sanità ha più lati oscuri che ottime qualificazioni. Poche, se non pochissime, sono le occasioni che ci permettono di mettere in luce quei pochi veri professionisti che ci sono nel nostro Paese. Viviamo in una sanità fatta di errori, sviste e negligenze che potrebbero essere tranquillamente evitate se si avesse personale con le competenze necessarie ad esercitare la professione. Per non parlare delle strutture e delle condizioni degli ospedali italiani e calabresi!!! Vi sono alcuni edifici che risalgono ai tempi di Mussolini e che non sono mai stati ancora ristrutturati; rifiuti pericolosi lasciati a marcire sotto la pioggia, la neve, il vento, il sole che non si sa come o quando verranno adeguatamente stoccati. Se poi si fa un giro all'interno della struttura la situazione non cambia. Spesso e volentieri si usufruisce di un unico ascensore: malati, personale, visitatori, biancheria sporca, biancheria pulita, carrello della mensa... Fanno tutti lo stesso percorso, entrano tutti nello stesso ascensore. Ma insomma! Dateci un occhio di riguardo!

venerdì 26 giugno 2009

tempi di attesa

Quanti di voi hanno mai dovuto prenotare una visita per i più svariati motivi? Credo che qualcuno di voi l'abbia fatto... Domanda: quanto avete dovuto aspettare per avere la vostra sperata visita? Certo, se si ha qualcuno che si conosce all'interno dell'ospedale il tempo di attesa è pressocchè nullo; ma se non si ha nessuna conoscenza nell'ambiente ospedaliero, quanto bisogna aspettare per avere una visita? Provate a chiamare uno dei tanti centri di prenotazione... Io per una risonanza magnetica ho dovuto aspettare per ben due mesi. E se intanto la situazione del mio ginocchio sarebbe peggiorata? Se era una visita urgente? Se mi sarebbe servita per subire un'operazione? Di sicuro la mia non era una cosa grave, ma provate a domandare a coloro i quali questi documenti servono con velocità quanto tempo si perde...

domenica 7 giugno 2009

Carta d'identità digitale

1987 nasco il 10 ottobre a Cosenza;
1990 inizio ad andare all'asilo e a combinare i miei primi casini. Litigavo spesso con gli altri bambini anche solo per fare un pò di rumore in quella stanza... Siccome rumore non ce n'era!!! A quel tempo tutti i bambini del primo, secondo e terzo anno d'asilo eravamo collocati in una sola grande stanza.
1992 finalmente arrivo alla scuola elementare del mio piccolo paesino di provincia. La più piccola della classe vengo subito presa in simpatia da tutte le maestre.
1997 dopo la paura degli esami di quinta elementare, vengo promossa alle scuole medie che frequento sempre nel mio piccolo paesino di provincia. Qui conosco il mio migliore amico che diventerà il mio conpagno di avventura in ogni occasione.
1999 a questa data risale il mio primo contatto con il computer. Schermo mastodontico, aveva installato su alcuni giochini che attirano la mia mente da 12 enne. Pian piano comincio a capire come funziona; comincio a scrivere qualche lettera su word, faccio qualche tabella in exel.
2001 mi iscrivo alla scuola superiore. Interessata alla matematica e a quel poco che sapevo del pc, frequento l'Istituto Tecnico Statale Pezzullo.
2003 sempre più appassionata alle tecnologie cambio corso di studio al'interno della mia scuola, intraprendendo gli studi di programmatore.
2006 arriva la sospirata maturità degli esami. Esco dalla scuola superiore come ragioniere, perito aziendale e programmatore. Passo un'intera estate a cercare di convincere i miei genitori che lo studio non fa per me, che non voglio frequentare l'università, ma i miei esiti vanno tutti a mare. Nello stesso anno comincio a frequentare le lezioni del corso di laurea in Filosofia scienze della comunicazione e della conoscenza. Dopo un primo periodo di rifiuto, la facoltà comincia a nn dispiacermi, ma non arriva mai a conquistare del tutto la mia persona.
2009 ancora oggi sono iscritta al corso di Scienze della comunicazione presso l'Unical e spero nel corso di questo anno di riuscire a laurearmi. Anche se sono stati tre anni molto intensi, fatti di tanti litigi, incomprensioni, riflessioni se sia o no questo quello che voglio, sono quasi arrivata al traguardo. Non posso dire che la cosa mi dispiaccia, che non mi sia piaciuta per nulla, però spesso, nella mia carriera da studente, sono state più le cattive esperienze che le buone a riempire la mia carriera universitaria.


martedì 2 giugno 2009

SANITA': Tra deficit ed incarichi, viaggio nella "salute" calabrese

Questo è un video che ho trovato su YouTube alla portata di tutti...


video

sabato 16 maggio 2009

... a proposito di strutture....


Le strutture ospedaliere che oggi circondano la nostra realtà sono quasi tutte fatiscenti, vetuste, nate nell'anteguerra e mai ristrutturate. Abbiamo strutture con esigenze diverse da quelle che richiede oggi la nostra sanità, ospedali generici collocati uno accanto all'altro senza specializzazioni e con l'aggravante di avere le medesime caratteristiche, nate per volere politico e/o malaffare, al solo scopo clientelare. Il manager, seduto sempre dietro una scrivania, non conosce la realtà sanitaria; al contrario di come succedeva con i direttori sanitari... chi erano questi direttori sanitari??? Erano medici che conoscevano benissimo la realtà ospedaliera nella quale esercitavano. Le nostre strutture sono una palla al piede, rami secchi per la nostra società, in cui uno degli aggettivi che più si addice è "passivo". Infatti spesso e volentieri i dipendenti sono in maggior numero dei ricoverati per cui si è costretti a mantenere il tutto con sacrifici enormi. Le professionalità di rilievo che vengono a esercitare in queste strutture rimangono per poco se non pochissimo tempo, quasi scappano perchè non si sentono realizzati, perchè non vedono qui un loro futuro, perchè per loro non c'è posto.
Ad oggi la struttura esige una architettura diversa dai famosi "stanzoni" in cui albergavano decine di pazienti. Ad aggravare il tutto abbiamo farmaci e presisi quasi del tutto assenti, corredi di apparecchiature obsolete che faticano a stare al passo coi tempi.


... e il personale???

Occupiamoci del personale... Gli aggiornamenti professionali non si sa manco cosa siano, il ricambio è inesistente, la proporzione tra infermieri e assistiti quasi non sussiste... Le piante organiche non rispettano gli standard che ci vengono imposti "dall'alto".
Il personale è costretto ad uno straordinario lavorativo esasperante che porta ad una inefficienza dello stesso riguardo all'assistenza, all'attenzione... Accanto ai professionisti spesso e volentieri troviamo i fraudolenti, che con falsi diplomi , abusano dell'esercizio della professione rischiando la perseguibilità legale... Ma chi le vede queste cose??? Fortunatamente qualcuno è stato scoperto:
"Cosenza. Settantuno finti infermieri. Con diploma falso, tirocinio taroccato e un posto sicuro in strutture sanitarie pubbliche
e private della Penisola. Il procuratore Dario Granieri e il pm Francesco Minisci hanno firmato gli avvisi di conclusione delle indagini contestando a un reggimento di paramedici i reati di truffa e falso. L'inchiesta, nel dicembre dello scorso anno, sfociò nell'emissione di decine di ordinanze cautelari (poi annullate dal Tribunale della libertà di Catanzaro) e nel sequestro di altrettanti titoli di studio fittizi. In azione i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione) messi in moto da una denuncia che segnalava gravi anomalie nella documentazione presentata dal alcuni paramedici all'atto dell'iscrizione al Collegio provinciale degli infermieri professionali.
Al centro dell'inchiesta appena conclusa, Damiano Taraso, caposala in una clinica privata dell'area tirrenica del Cosentino, indicato dai magistrati inquirenti come il produttore e fornitore dei diplomi cartastraccia venduti agli interessi per somme variabili dai 2500 ai 7000 euro. Dal 1975 sino al 2008, Taraso avrebbe sfornato decine di infermieri quasi fossero brioches, inquinando una intera categoria e alterando il sistema di reclutamento del personale paramedico in provincia di Cosenza. I carabinieri hanno accertato l'esistenza di fittizie attestazioni dell'Asl di Roma,, dell'università "Cattolica", delle Asl di Polla, Cosenza, Frosinone, Frascati, Terni, Latina e Paola, della Scuola per infermieri "Suore della misericordia" di Roma, dell'Accademia Teatina per le Scienze con sede sempre nella Capitale, dell'Azienda ospedaliera "Cardarelli" di Napoli, dell'ospedale "Fatebenefratelli" di Roma. Una volta versata la somma pattuita, i richiedenti ottenevano il falso titolo e il tanto agognato posto al sole. Una ventina d'indagati ha ammesso le proprie responsabilità, molti altri, invece, hanno respinto le accuse. Entro venti giorni, gl'incriminati potranno adesso chiedere di essere interrogati".
(Arcangelo Badolati, "La Gazzetta del Sud")

Alcune figure paramediche abusano della professione al fine di elargire prestazioni domiciliari spesso molto esose per una semplice assistenza cosa che dovrebbe garantire il sistema sanitario. I medici che noi oggi troviamo nei nostri ospedali spesso occupano quel posto di lavoro ed esercitano quella professione solo perchè figli di un bravissimo e rispettato medico o perchè hanno ricevuto la famosa "raccomandazione" da parte del politico che conta.
Ma che razza di sanità è questa???

... e di finanziamenti e stanziamenti ne vogliamo parlare???

Avete mai sentito parlare di finanziamenti, stanziamenti… bene… dove sono i nostri soldi??? Voglio dire tutti quei quattrini che ci dicono servono per risanare, aggiustare, rimodernare.. dove finiscono??? Intanto non sono adeguati alle necessità richieste e non rispettano gli standard… poi noi al Sud abbiamo necessità impellenti, evidenti e i nostri incentivi vengono usufruiti per presidi ospedalieri vecchi, che dovrebbero essere chiusi, ma che sopravvivono perché sotto c’è qualcosa che scotta: politici, malaffari, mafia. Così i nostri finanziamenti non vengono gestiti in modo adeguato e sfruttati per spese inutili come ad esempio la messa in opera di servizi mai adoperati e mai messi in funzione oppure per apparecchiature acquistate e mai adoperate ammucchiate in corridoi sotterranei o in vecchi magazzini. Un punto a favore potrebbe essere costituito dal servizio di eli-ambulanza in grado di salvare numerose vite umane. Questo per sopravvivere deve munirsi di auto-finanziamenti regionali al contrario di come accade in altre zone in cui a finanziare questo servizio è il sistema sanitario nazionale. A tutto questo si aggiunge quel minimo di possibilità che ci permette di ammodernare deficitariamente gli ospedali che ci circondano.
Che dire??!! Tutto questo va a vantaggio di coloro i quali aprono studi privati e ricavano denaro sulle disgrazie altrui, usufruendo di scarsa professionalità, poca se non pochissima assistenza e/o prestazione…

http://www.ministerosalute.it/servizio/sezSis.jsp?id=89&label=dsf

http://www.ministerosalute.it/salaStampa/documenti/SF_2.xls

http://www.ministerosalute.it/salaStampa/documenti/SF_3.xls

La mia modesta opinione

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Certo è che in tutta questa situazione poco gradevole (che qualcuno si diverte a definire quasi drastica) non mancano le soddisfazioni che ci permettono di credere che il nostro sistema sanità possa e debba migliorare. Poche volte, è vero, sentiamo parlare di trapianti effettuati da un’equipe di medici italiani, qualificati e senza “zone grigie”, di persone in condizioni disperate che vengono “riportate alla vita” grazie a professori in gamba che sanno come esercitare la loro professione, di valido personale qualificatosi con sacrifici enormi, di strutture a norma che funzionano quasi alla perfezione, di stanziamenti usufruiti quasi al meglio. Purtroppo tutto questo oggi costituisce una piccola realtà che tutti noi (spero concordiate con me) vorremmo che diventasse la sanità nella quotidianità.